domenica 26 luglio 2009

H1N1, altre imprecisioni

Influenza A: primo morto italiano. Così titola il Corriere della Sera a questo indirizzo.

Cito testualmente la versione presente alle 22.53:

L'influenza A ha fatto il primo morto italiano: si chiama Giulio Masserano, era di origini romane ma viveva in Argentina. La notizia, diffusa dall'Ansa, è stata comunicata dalla figlia di Masserano, Erica: «Mio padre è morto stamane alle 06.30 (locali) all'Ospedale italiano di Buenos Aires», ha detto precisando anche che Masserano «era stato ricoverato in terapia intensiva per polmonite virale più di un mese fa. Nel momento del ricovero era una settimana che aveva la febbre e la tosse», ha detto ancora la figlia di Masserano, che aveva 56 anni e viveva in Argentina dal 1993.

Ora... vorrei sapere, miei cari giornalisti, come fate ad affermare che il signor Giulio Masserano è morto di influenza A quando era da un mese in terapia intensiva per una polmonite che, dunque, doveva essere abbastanza grave. Non è forse disinformazione? Non è forse terrorismo? E' come dire che il raffreddore uccide milioni di seriopositivi l'anno. Il che fondamentalmente è vero, perché l'HIV non conduce alla morte del paziente ma all'annientamento delle difese immunitarie, aprendo la strada a infezioni batteriche e virali d'ogni sorta. Ma si tratta di una concausa di morte, per altro in un organismo che era già evidentemente provato. Non credo sia un bell'esempio di correttezza nei confronti dei lettori e di chi non c'è più.

sabato 25 luglio 2009

Influenza suina e disinformazione.

Prendo spunto da questa notizia dell'ANSA, fresca fresca, per fare una considerazione sulle notizie che si sentono in questi giorni in merito al virus dell'influenza suina (H1N1).

Stando ai dati riportati dall'ANSA si scopre che nel mondo ci sono stati 159224 casi di questa nuova influenza, che ha causato 979 morti. Facendo un paio di conti si scopre che il tasso di mortalità è pari allo 0.6% circa. Abbastanza elevato, direi. Tuttavia, qualcosa non mi torna. Innanzitutto sul dato di coloro che hanno contratto la malattia: potrebbero esistere casi in cui il virus si è manifestato con forme di influenza lieve che non sono stati segnalati agli organi sanitari che stanno vigilando il fenomeno.

Inoltre, mi ha incuriosito confrontare il tasso di mortalità a livello globale con quello a livello europeo. Se nel mondo tale percentuale è del 0.6% circa, in Europa tale percentuale assume un valore vicino allo 0.17% (35 morti su 20463 casi).

E' logico supporre che la pericolosità del virus è inversamente proporzionale al livello igienico-sanitario dell'area in cui si sviluppa. In poche parole, nei paesi poco sviluppati (o sottosviluppati) l'influenza fa più morti.

Leggo inoltre su vari siti (qui e qui) che l'influenza stagionale ha un tasso di mortalità dell'1 per mille. Quello dell'influenza A (per quanto concerne l'Europa) non si discosta molto da tale valore, essendo di 1.7 morti ogni mille abitanti (nel secondo articolo non viene fatta alcuna distinzione tra casi europei e mondiali, che genera un vizio di fondo nel ragionamento generale).

Perché dunque tutto questo allarmismo? I sostenitori dei complotti si facciano avanti.

venerdì 10 luglio 2009

Sindone, parte seconda


Come se non bastasse un'altra scrittrice, Vittoria Haziel, ha ipotizzato che l'immagine sulla sindone sia quella di Leonardo. L'articolo originale è del Corriere della Sera e lo potete trovare QUI.

Quest'ultima sostiene che Leonardo abbia creato l'immagine sulla tela attraverso l'uso di un ferro arroventato. Idea geniale, dopo un secolo di studi che hanno escluso l'utilizzo di stampi di alcun genere. Soprattutto se viene da un personaggio laureato in legge e che, con l'arte e la storia, dovrebbe avere poco a che fare. Rimango però alcuni dubbi:

1) Come è possibile che Leonardo abbia conosciuto Bayezit II (o Bayazet II), sultano ottomano, se il grande inventore non uscì mai dalla Francia o dall'Italia? E a che pro Bayezit II avrebbe dovuto commissionare un falso in grado non di screditare, ma bensì di rafforzare la fede cattolica?

2) La Haziel sostiene che la data della tela non sia quella in cui è stato realizzato il disegno. La trama del tessuto di cui è composta la Sindone la colloca sicuramente a cavallo tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., poiché tale metodo era utilizzato unicamente dalle popolazioni medio-orientali. Siamo in grado di dirlo grazie a ritrovamenti archeologici e ad approfonditi studi. Ma come facevano nel 1500 a sapere quale tessuto era in uso nel 50 d.C.? E soprattutto, come avrebbe fatto a conservarsi un tessuto originale, privo di qualsiasi valore, per più di 15 secoli? La sindone era la prova della resurrezione di Cristo. Un telo qualsiasi no.

3) Sorvolo sul fatto che la Haziel affermi che esiste una 'vera' Sindone che non è quella di Torino. Mi puzza tanto di pubblicità per vendere il libro (come tutta la storia, del resto).

4) Come ha fatto Leonardo a ricostruire le gocce di sangue?

5) E le presunte monete sugli occhi?

6) E la prospettiva presente sulla Sindone dovuta ad uno stampo in 3D? Con errori microscopici? Come ha fatto a ricrearla?

In definitiva, mi sembra la solita tesi strampalata atta a creare dibattiti inutili e a promuovere la vendita del libro della Haziel. Così come tutti i complotti. Questo è il mio modestissimo parere.

I dubbi sulla Sindone, casomai, riguardano ancora una volta la sua collocazione temporale.

mercoledì 1 luglio 2009

La sindone


Leggo sul corriere che secondo uno studio americano la sindone sarebbe l'immagine di Leonardo da Vinci, ottenuta utilizzando "tecniche fotografiche d'avanguardia" (cito testualmente).

L'articolo intero è disponibile QUI.

Ma come? Come è possibile che la Sindone sia un falso realizzato da Leonardo se è attestata la sua esistenza sin dal 1353? La sindone venne inoltre comprata dai duchi di Savoia nel 1453.
Leonardo invece è nato nel 1452. E non credo che ad un anno avesse un genio già così sviluppato.

E il brutto è che ci sarà gente che ci crederà!