Influenza A: primo morto italiano. Così titola il Corriere della Sera a questo indirizzo.
Cito testualmente la versione presente alle 22.53:
L'influenza A ha fatto il primo morto italiano: si chiama Giulio Masserano, era di origini romane ma viveva in Argentina. La notizia, diffusa dall'Ansa, è stata comunicata dalla figlia di Masserano, Erica: «Mio padre è morto stamane alle 06.30 (locali) all'Ospedale italiano di Buenos Aires», ha detto precisando anche che Masserano «era stato ricoverato in terapia intensiva per polmonite virale più di un mese fa. Nel momento del ricovero era una settimana che aveva la febbre e la tosse», ha detto ancora la figlia di Masserano, che aveva 56 anni e viveva in Argentina dal 1993.
Ora... vorrei sapere, miei cari giornalisti, come fate ad affermare che il signor Giulio Masserano è morto di influenza A quando era da un mese in terapia intensiva per una polmonite che, dunque, doveva essere abbastanza grave. Non è forse disinformazione? Non è forse terrorismo? E' come dire che il raffreddore uccide milioni di seriopositivi l'anno. Il che fondamentalmente è vero, perché l'HIV non conduce alla morte del paziente ma all'annientamento delle difese immunitarie, aprendo la strada a infezioni batteriche e virali d'ogni sorta. Ma si tratta di una concausa di morte, per altro in un organismo che era già evidentemente provato. Non credo sia un bell'esempio di correttezza nei confronti dei lettori e di chi non c'è più.
domenica 26 luglio 2009
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