sabato 25 luglio 2009

Influenza suina e disinformazione.

Prendo spunto da questa notizia dell'ANSA, fresca fresca, per fare una considerazione sulle notizie che si sentono in questi giorni in merito al virus dell'influenza suina (H1N1).

Stando ai dati riportati dall'ANSA si scopre che nel mondo ci sono stati 159224 casi di questa nuova influenza, che ha causato 979 morti. Facendo un paio di conti si scopre che il tasso di mortalità è pari allo 0.6% circa. Abbastanza elevato, direi. Tuttavia, qualcosa non mi torna. Innanzitutto sul dato di coloro che hanno contratto la malattia: potrebbero esistere casi in cui il virus si è manifestato con forme di influenza lieve che non sono stati segnalati agli organi sanitari che stanno vigilando il fenomeno.

Inoltre, mi ha incuriosito confrontare il tasso di mortalità a livello globale con quello a livello europeo. Se nel mondo tale percentuale è del 0.6% circa, in Europa tale percentuale assume un valore vicino allo 0.17% (35 morti su 20463 casi).

E' logico supporre che la pericolosità del virus è inversamente proporzionale al livello igienico-sanitario dell'area in cui si sviluppa. In poche parole, nei paesi poco sviluppati (o sottosviluppati) l'influenza fa più morti.

Leggo inoltre su vari siti (qui e qui) che l'influenza stagionale ha un tasso di mortalità dell'1 per mille. Quello dell'influenza A (per quanto concerne l'Europa) non si discosta molto da tale valore, essendo di 1.7 morti ogni mille abitanti (nel secondo articolo non viene fatta alcuna distinzione tra casi europei e mondiali, che genera un vizio di fondo nel ragionamento generale).

Perché dunque tutto questo allarmismo? I sostenitori dei complotti si facciano avanti.

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